| .Università degli Studi di Milano | Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali | ||||||
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. ESPRESSIONE GENICA, CICLO CELLULARE E STABILITA’ DEL GENOMA
Prof. Roberto Mantovani, Prof. Marco Muzi Falconi, Prof.
Paolo Plevani, Dr. Monica Beltrame, Dr. Giuseppina Caretti,
Nell’Unità operano diversi ricercatori la cui finalità principale è la comprensione a livello molecolare dei circuiti regolativi che controllano l’espressione genica, la proliferazione cellulare e la stabilità del genoma. Tali problematiche sono affrontate sia in cellule umane che in organismi modello (lievito, zebrafish, Xenopus, topo etc.) a cui sono applicabili sofisticate tecniche genetiche che permettono lo studio di processi complessi, quali lo sviluppo, il differenziamento ed il controllo del ciclo cellulare. Tutti i gruppi di ricerca coinvolti sono interessati allo sviluppo di nuove strategie sperimentali ed approcci molecolari innovativi per la comprensione delle interazioni proteina-DNA e proteina-proteina alla base del controllo dell’espressione genica sia a livello di singoli geni che a livello dell’intero genoma.
Linee di Ricerca: 1. I meccanismi di
checkpoint nella risposta a danni al DNA Plevani, Muzi Falconi, Giannattasio, Lazzaro, Puddu, Granata e Sertic. In risposta a danni al DNA le cellule eucariotiche attivano un meccanismo di sorveglianza noto come checkpoint. Tale processo molecolare funziona come una cascata di trasduzione del segnale. Infatti, il segnale generato da uno specifico danno sul DNA viene trasmesso, attraverso l’azione di una serie di protein-chinasi, agli apparati che controllano la progressione del ciclo cellulare, l’apoptosi e la modulazione di numerosi processi del DNA (trascrizione, riparazione, replicazione e ricombinazione). Lo scopo del nostro progetto è di utilizzare una serie di approcci sperimentali di tipo genetico, biochimico e di proteomica per identificare i fattori coinvolti e determinarne l’attività biochimica, le interazioni reciproche e la funzione in vivo.
2. Il controllo della stabilità del genoma: interazioni funzionali tra
checkpoints, replicazione e riparazione del DNA
Plevani,
Muzi Falconi, Giannattasio, Lazzaro,
Puddu, Granata e Sertic. I
checkpoints sono dei meccanismi di sorveglianza che coordinano diversi
aspetti del metabolismo del DNA con il controllo della proliferazione
cellulare. La loro funzione è essenziale per il mantenimento della
stabilità del genoma, dato che il malfunzionamento di tali meccanismi è
alla base dell’insorgenza di tumori. Il nostro gruppo utilizza una serie
di approcci genetici, biochimici e molecolari per comprendere come i
checkpoints siano in grado di regolare diversi aspetti della
replicazione e della riparazione del DNA, sia in cellule umane che in
organismi modello, come il lievito. Utilizzando screening genetici
specifici e tecniche dirette ad evidenziare interazioni
proteina-proteina in vivo e in vitro, abbiamo dimostrato l’esistenza di
interconnessioni fisiche e funzionali tra il checkpoint, meccanismi di
riparazione e sintesi di DNA translesione. 3. Ruolo fisiologico delle protein-chinasi haspine in lievito Plevani, Muzi Falconi, Nespoli, Diani, Grianti. Le haspine sono una famiglia di protein-chinasi descritta solo recentemente. Geni codificanti per haspine sono stati identificati in molti organisimi eucarioti, dal lievito ai mammiferi. Anche il genoma del microsporidia Encephaitozoon cuniculi contiene una sequenza omologa alle haspine, nonostante sia il genoma minimo eucariotico e codifica per solo 2000 geni. La presenza di un gene per l’haspina in un organismo con un una così drammatica riduzione del numero di geni, suggerisce un ruolo importante per le haspine. In Saccharomyces cerevisiae sono stati identificate due ORF, chiamate Alk1 e Alk2, che codificano per omologhi dele haspine. Stiamo utilizzando diversi approcci genetici e biochimici per caratterizzare le funzioni di queste chinasi in cellule eucariotiche. Esperimenti iniziali suggersicono hce le haspine di lievito giochino un ruolo importante nel controllo della mitosi. 4. La riparazione dei legami covalenti tra le due eliche del DNA (interstrand cross-links) ed il pathway di Fanconi
Marini, Tumini L’anemia di Fanconi (FA) e’ una sindrome ereditaria caratterizzata da un quadro clinico piuttosto complesso che comprende difetti nello sviluppo, progressiva insufficienza del midollo osseo ed elevata predisposizione allo sviluppo di tumori, specialmente leucemie mieloidi acute. A livello cellulare le proteine FA sono necessarie per la stabilità cromosomica e la resistenza cellulare ad agenti chimici che determinano la formazione di legami covalenti tra i due filamenti di DNA (ICLs: interstrand crosslinks). Sulla base di studi di fusione di cellule somatiche, sono stati fino ad ora identificati 13 gruppi di complementazione. Otto proteine FANC formano un complesso enzimatico nucleare, dotato di attivita’ ubiquitin ligasica. Il trattamento con agenti che causano ICL porta all’attivazione del complesso ed alla successiva mono-ubiquitinazione di due altre proteine FA: FANCD2 e FANCI. Secondo un modello generale, la via di segnalazione FA costituisce parte della risposta al danno al DNA innescata dagli ICLs, ma è ancora oscuro come effettivamente le proteine FA contribuiscano alla rimozione della lesione dal DNA. Gli ICLs causano mutazioni, riarrangiamenti cromosomici ed inibiscono sia la replicazione del DNA che la trascrizione. Per questo motivo gli ICLs sono particolarmente tossici per le cellule con alti ritmi di proliferazione e agenti chimici che provocano questi danni sono fra i farmaci citotossici più efficaci utilizzati in chemioterapia. Non si conosce ancora con precisione come gli ICLs vengano riparati negli eucarioti. Scopo della nostra ricerca e’ identificare e caratterizzare enzimi coinvolti nella riparazione degli ICLs e scoprire come l’attivazione del pathway di Fanconi porti alla finale rimozione del danno dal DNA, utilizzando sia cellule umane che il verme nematode C. elegans come organismo modello. 5. Le proteine HMG box nello sviluppo dei vertebrati
Beltrame,
Cermenati
Siamo interessati a chiarire
i ruoli svolti nello sviluppo embrionale da membri della
superfamiglia delle proteine che legano il DNA tramite il dominio
HMG box. Stiamo studiando le proteine cromatiniche HMGB, abbondanti
proteine nucleari che regolano eventi di trascrizione e
ricombinazione ma che agiscono anche come molecole extracellulari,
e alcuni fattori trascrizionali della famiglia SOX. Le proteine SOX
(SRY-related HMG box) si stanno rivelando dei regolatori chiave
dello sviluppo, sono presenti in tutto il regno animale e agiscono
come interruttori tessuto-specifici per la specificazione o il
differenziamento del tipo cellulare. Diverse patologie umane sono
associate a mutazioni in geni SOX. Tra queste, la sindrome HLT (Hypotrichosis-Lymphedema-Telangiectasia),
legata a mutazioni in SOX18.
Fig. La parziale perdita di funzione di sox18 e sox7 in zebrafish causa fusioni anomale artero-venose, che richiamano le telangiectasie dei pazienti affetti da sindrome HLT. In embrioni soggetti a knockdown funzionale parziale di sox18 e sox7 (DMO, pannelli inferiori), le cellule endoteliali non differenziano in modo corretto, come evidenziato dalla ridotta fluorescenza della linea transgenica reporter per il recettore 2 del VEGF (flk1:EGFP). Sezioni semifini mostrano fusioni multiple tra i vasi assiali (la freccia bianca indica uno shunt artero-venoso). I pannelli superiori mostrano embrioni di controllo (ctrl). DA, aorta dorsale; PCV, vena cardinale posteriore. Vedi Cermenati et al. (2008) e Francois et al, Int J Biochem Cell Biol (2009), doi:10.1016/j.biocel.2009.08.017. 6. Analisi del ruolo dei geni p63 e Dlx nella patogenesi della Split Hand and Foot Malformation 4: attraverso un modello animale, Xenopus laevis, e la Talidomide, un farmaco teratogeno Guerrini, Lo Iacono, Lopardo.
Circa 1/18000 individui è affetto da Split Hand/split Foot
Malformation (SHFM), nota anche come ectrodattilia. In circa il 40%
dei casi l'ectrodattilia è associata ad altre anomalie in patologie
clinicamente distinguibili. Fra queste ricordiamo le sindromi EEC (Ectrodactyly,
Ectodermal dysplasia and Cleft lip/palate), e LMS (Limb Mammary
Syndrome). E'noto dalla letteratura che in queste sindromi sono
implicati i geni p63, DLX5,DLX6 e Dactylyn. Inoltre mutazioni del
gene p63 sono associate alla sindrome AEC (Ankyloblepharon
Ectodermal dysplasia Clefting), caratterizzata da difetti degli
epiteli, mentre una sindrome con caratteristiche simili (TDO,
Tricho-Dento-Osseous), è causata da inattivazione funzionale del
gene DLX3.
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