| .Università degli Studi di Milano | Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali | ||||||
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L'unità di oncologia
molecolare si occupa di problemi terapeutici e di ricerca di base nel
campo dell'oncologia. I progetti di ricerca sono incentrati su due
principali argomenti:
Linee di Ricerca:
A) ANGIOGENESI
1. Il
ruolo delle proteine di adesione e delle giunzioni endoteliali nell’angiogenesi Dejana, Conti, Orsenigo
Uno degli aspetti più innovativi delle terapie antitumorali è la
possibilità di inibire la crescita tumorale bloccando l’afflusso di
sangue. Se “affamato” il tumore non cresce ma, al contrario, regredisce
e diventa più vulnerabile alla chemioterapia ed alla radioterapia. Nella
nostra ricerca abbiamo osservato che ci sono proteine di adesione che
legano tra di loro le cellule dei vasi sanguigni. Noi abbiamo
identificato due nuove proteine espresse in modo specifico dalle cellule
endoteliali e che sono responsabili dell’adesione fra le cellule. Esse
sono la VE-caderina (caderina vascolo-endoteliale) e JAM (molecola di
adesione giunzionale). L’inattivazione del gene codificante per la
VE-caderina o l’inibizione delle sue proprietà adesive con specifici
anticorpi inibisce la formazione dei neovasi e la progressione del
tumore in sistemi sperimentali. Abbiamo inoltre osservato che la
VE-caderina, oltre alle sue proprietà adesive, regola la crescita e la
morte cellulare ed influenza la capacità delle cellule di formare
strutture tubulari. Abbiamo identificato una serie di partners
intracellulari che si associano alla VE-caderina, trasferiscono i
segnali intracellulari ed modificano l’espressione di molti geni
endoteliali. Molte delle proteine codificate da questi geni regolano la
crescita endoteliale e l’apoptosi e costituiscono potenziali bersagli
per terapie farmacologiche dirette verso l’inibizione dell’angiogenesi.
In futuro il nostro progetto si concentrerà sui meccanismi di azione di
queste proteine e le reciproche interazioni. I
microarray ad oligonucleotidi GeneChip Affymetrix e l’analisi seriale
dell’espressione genica, sono usati per l’analisi del trascriptoma delle
cellule esprimenti o no la
VE-caderina.
2. Ruolo funzionale della β-catenina nelle cellule endoteliali Dejana, Corada, Niqvist
La β-catenina da un lato lega la coda citoplasmatica delle caderine,
dall’altro fa da ponte con il citoscheletro di actina, ma è anche capace
di funzionare come molecola di segnalazione. In presenza dei fattori di
crescita wnt la β-catenina non
viene degradata nei proteosomi e può entrare nel nucleo dove forma un
complesso con i membri della famiglia dei fattori di trascrizione “Tcf”,
che controllano l’espressione genica. Per investigare il ruolo della
β-catenina nella formazione dei vasi nel topo, abbiamo sviluppato un
sistema di inattivazione di β-catenina specifico per l’endotelio. Il
fenotipo murino è letale. I difetti sono essenzialmente di origine
vascolare e gli embrioni presentano spesso emorragie ed alterazioni del
microcircolo cerebrale e del sacco vitellino. Inoltre gli embrioni che
non esprimono β-catenina nell’endotelio mostrano un difetto nella
formazione dei cuscinetti cardiaci con conseguente mancanza di sviluppo
del setto e quindi morte dell’embrione a metà della gestazione. Questo
progetto focalizza sulla caratterizzazione dei segnali indotti in modo
specifico dalla β-catenina e dalle sue conseguenze funzionali.
Intendiamo inoltre confrontare il trascriptoma delle cellule endoteliali
che mancano della β-catenina con quello di cellule sempre endoteliali
esprimenti la molecola nella forma attiva.
3. Ruolo delle proteine giunzionali endoteliali sull’infiltrazione
leucocitaria Dejana, Corada, Murakami
Durante la progressione tumorale le reazioni infiammatorie e immunitarie
si associano all’infiltrazione dei leucociti nello stroma tumorale. I
macrofagi infiltranti possono produrre fattori di crescita che stimolano
la proliferazione delle cellule tumorali e la formazione di nuovi vasi.
Noi abbiamo osservato che la proteina di giunzione JAM controlla
l’infiltrazione monocito/macrofagica. Questo progetto si focalizza sul
meccanismo di azione di JAM nella diapedesi leucocitaria. Oltre a
sistemi di coltura celulare abbiamo creato un topo geneticamente
modificato nel quale il gene di JAM é stato inattivato. Il ruolo di
questa proteina nell’angiogenesi e nella progressione tumorale é
studiata tramite induzione di tumori sperimentali nel topo modificato
geneticamente.
4. Definizione dei nuovi geni responsabili della differenziazione delle
cellule endoteliali e della formazione di nuovi vasi
Dejana,
Lampugnani, Rudini, Maddaluno
I meccanismi che regolano lo sviluppo del sistema vascolare
nell’embrione sono paragonabili a quelli che regolano l’angiogenesi nei
tumori. Noi usiamo come modello per lo studio dell’espressione dei geni
critici per l’angiogenesi le cellule staminali embrionali (ES) che sono
state indotte a differenziare in endotelio
in vitro. I geni selezionati sono poi studiati con tecniche di
ibridazione in situ negli embrioni di topo e in prepaparati istologici
tumorali. Il ruolo biologico di questi geni é ulteriolmente valutato nel
modello di zebrafish (Danio Rerio) dove lo sviluppo del sistema
vascolare può essere facilmente studiato a distanza di poche ore dalla
fertilizzazione.
B) MELANOMA 1. Cellule staminali tumorali e melanoma La Porta
2. Angiogenesi e Acquaporina La Porta L’acquaporina (AQP) è una famiglia di trasportatori dell’acqua che recentemente è stata vista implicata nel processo angiogenico. Il nostro gruppo ha silenziato AQP-1 in cellule di melanoma studiando le proprietà di tale canale in relazione all’ angiogenesi. A tal scopo è stato analizzato il coinvolgimento di molecole di adesione implicate nella regolazione della morfologia cellulare e quindi del citoscheletro modulate da AQP-1. La ricerca di inibitori specifici potrà poi aiutare allo scopo di inibire specificamente l’angiogenesi tumorale almeno nel melanoma. |
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