| .Università degli Studi di Milano | Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali | ||||||||
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La nostra Unità di
ricerca si occupa da diversi anni dello studio delle funzioni delle
piccole GTPasi nella trasduzione del segnale neuronale. Numerosi
dati documentano che le piccole GTPasi Ras e Ras-simili giocano un
ruolo fondamentale nei meccanismi cellulari e molecolari, come la
plasticità strutturale e sinaptica, che sono alla base dei processi
di apprendimento e di formazione della memoria. Si è dimostrato che
queste proteine sono implicate in numerosi processi che modulano la
risposta sinaptica, come il controllo dei profili di espressione
genica, e più di recente anche nella regolazione della sintesi
proteica globale e locale.
Linee di Ricerca: 1. Il network e le interazioni molecolari di RasGRF1 nel neurone
Zippel, Morella
I principali
processi cellulari sono eseguiti nella cellula grazie alla
formazione/dissociazione di numerosi complessi in cui le proteine
interagiscono in modo dinamico. Con lo scopo di chiarire la rete di
interazioni in cui è coinvolto RasGRF1, abbiamo utilizzato un
approccio di tecniche biochimiche combinato con lo screening dei due
ibridi in lievito per identificare nuovi partner molecolari di
RasGRF1. Utilizzando dei saggi di precipitazione per affinità
abbiamo isolato diverse RNA binding proteins (RBP) che interagiscono
con la porzione N-terminale di RasGRF1. Inoltre abbiamo verificato
una capacità inattesa di questa molecola di legare RNA in saggi di
interazione in vitro. Questi dati ci rivelano delle nuove proprietà
di RasGRF1 e indicano un suo potenziale ruolo in diversi aspetti del
metabolismo dell’RNA, che sono attualmente oggetto di indagine nel
nostro laboratorio. Il saggio del doppio ibrido ha inoltre portato
all’identificazione di una interazione finora sconosciuta tra
RasGRF1 e SCLIP, una proteina neuronale coinvolta nella regolazione
della dinamica dei microtubuli. Abbiamo trovato che SCLIP inibisce
RasGRF1 nella sua capacità di attivare i suoi target a valle, Ras e
p38 MAPK, e di promuovere la formazione di neuriti in un sistema
modello di differenziamento neuronale. Questi dati mettono in luce
un nuovo collegamento tra RasGRF1 e la regolazione del citoscheletro,
e trovano ulteriori conferme nei nostri dati più recenti che
indicano una interazione diretta tra RasGRF e i microtubuli. Stiamo
ora lavorando su un nuovo partner molecolare di RasGRF1 identificato
tramite saggio del doppio ibrido con esperimenti volti a comprendere
il ruolo funzionale di questa associazione.
2. Ruolo di RasGRF1 nella signaling neuronale: confronto tra topi wild type e KO per RasGRF1 tramite colture organotipiche di cervelletto e fettine di cervelletto di topo adulto
Zippel, Morella, David, Camaleonti
I topi KO per
RasGRF1 mostrano difetti comportamentali in funzioni che coinvolgono
diverse aree cerebrali. Ci siamo focalizzati in particolare sul
cervelletto: quest’area cerebrale è coinvolta
nel controllo dell’attività locomotoria e inoltre partecipa nel mantenimento
a lung
Fig1. organotypic cerebellar cultures
3. Analisi proteomica e studi funzionali sui miotubi e sui fibroblasti ottenuti da biopsie di pazienti affetti da Distrofia Miotonica di tipo 2 Zippel, Rusconi in collaborazione con Meola e Mancinelli e Cardani L’esperienza tecnica e la disponibilità della tecnologia strumentale per gli studi di proteomica ci hanno permesso di aprire un nuovo campo di ricerca, in collaborazione con il Prof. Meola e il Dott. E. Mancinelli, finalizzato all’identificazione di cambiamenti nel proteoma di miotubi ottenuti da colture di cellule satellite derivate da biopsie di pazienti DM2. Questo modello cellulare può fornire sufficiente materiale biologico consentendoci un’analisi ad ampio spettro che non potrebbe essere condotta sulla piccola quantità di tessuto ottenuto da una biopsia di muscolo. Dai risultati derivanti dall’analisi proteomica emergono alterazioni in alcuni specifici compartimenti subcellulari a in funzioni biologiche che potrebbero essere rilevanti per la fisiopatologia della DM2. Stiamo ora studiando queste alterazioni funzionali mediante l’utilizzo di mioblasti e fibroblasti ottenuti da biopsie di pazienti DM1, DM2 e controlli.
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